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Non far diventare la tua ristrutturazione una Torre di Babele

Conosci la leggenda della Torre di Babele?

Parla della costruzione di una città e di una torre che serviva ad arrivare fino al cielo. Tutti gli uomini impegnati nella costruzione, fino a quel momento, parlavano la stessa lingua.

Ma per bloccare questo intento di avvicinarsi con arroganza al cielo, Dio stesso scese in terra e cominciò a confondere le lingue.

Tutti cominciarono a parlare lingue diverse senza più comprendersi l’uno con l’altro. A quel punto diventò impossibile continuare i lavori e l’opera venne lasciata a metà.

Ma perchè ti sto raccontando questa storia?

Non è mia abitudine parlare di argomenti religiosi, ma questo esempio calza a pennello con ciò che succede quotidianamente durante le normali ristrutturazioni, oltre che nelle nuove costruzioni.

Sto parlando del fatto di parlare lingua diverse.

E per lingue diverse non mi riferisco ad operai stranieri, ma a metodi diversi di lavoro e livelli di competenze totalmente differenti.

Proprio come nella costruzione della Torre di Babele, se in una ristrutturazioni gli addetti ai lavori non si comprendono perfettamente, possono nascere problemi molto seri.

Chi ne fa poi le spese è ovviamente il cliente finale, rischiando di buttare soldi inutili senza nemmeno raggiungere i risultati previsti.

Ogni figura professionale, com’è giusto che sia, è competente nel suo micro-settore (o almeno dovrebbe esserlo).

Il problema nasce quando le diverse competenze devono incrociarsi nello stesso intervento.

Mi spiego meglio.

Prendiamo 3 diverse aree di competenza:

  • Edile (muri, tracce, pavimentazione, solette, massetto…)
  • Idraulico (impianto idrico, termosifoni, pavimento radiante…)
  • Termico (caldaia, pompa di calore, climatizzazione, solare termico…)

Partiamo dal termico.

In una ristrutturazione, progettare, ad esempio, l’installazione di una pompa di calore è molto diverso dal posare una semplice caldaia.

In base a che oggetto installo per produrre calore (caldaia, pompa di calore…), l’idraulico che si occupa del sistema di distribuzione (termosifoni o pavimento radiante) dovrà dimensionare il sistema di conseguenza.

Ad esempio, se installiamo una pompa di calore, di certo l’idraulico non andrà a mettere dei termosifoni in ghisa che lavorano a 70° (si spera).

E andando ancora indietro, installare una pavimento radiante o dei termosifoni richiede predisposizioni edili totalmente diverse.

Se l’edile, che giustamente non si occupa della scelta dei sistemi di riscaldamento, finisce “il suo” senza avere ben chiaro ciò che verrà installato “poi”, si finisce per dover spaccare di nuovo muri o pavimenti, in base alle esigenze dell’idraulico o dell’impiantista termico.

Questo è ciò che succede quotidianamente nelle ristrutturazioni.

Ogni figura professionale lavora in maniera indipendente, con le proprie idee e parlando “lingue diverse”.
Questo è il motivo per cui è assolutamente necessario effettuare un’unica progettazione che comprende tutte le aree in gioco (termico, elettrico, idraulico, edile…).

La filosofia Casa Senza Gas

Questi concetti appena visti sono alla base della filosofia Casa Senza Gas.

Tutte le figure professionali del circuito Casa Senza Gas lavorano in perfetta sintonia nella stessa ristrutturazione.

Hanno un metodo di progettazione e realizzazione degli interventi ben preciso e schematico, senza lasciare spazio a incomprensioni varie.

Esiste, inoltre, un ordine cronologico ben preciso per decidere i singoli interventi. Seguendo quest’ordine si evita il rischio di ritrovarsi predisposizioni sbagliate o dimensionamenti diversi da quelli che servono per l’efficienza del sistema.

Nei cantieri tradizionali spesso succede che le diverse figure non abbiano mai lavorato insieme. Ed è proprio da qui che nascono i problemi.

Lingue diverse, cioè metodi e competenze completamente differenti, senza un’organizzazione unica delle diverse aree, trasforma il cantiere in una Torre di Babele.

La differenza è che, la costruzione della Torre di Babele è stata interrotta, mentre qui le ristrutturazioni vengono portate a termine nonostante le diverse incomprensioni.

Purtroppo, come potrai immaginare, i risultati che ne derivano sono spesso catastrofici per il cliente finali.

Cosa puoi fare per evitare questo nella tua ristrutturazione?

Faccio una premessa. Tutti vogliamo risparmiare, dove possibile.

Una buona riqualificazione energetica di un edificio ha lo scopo di ridurre al minimo i costi energetici annuali.

Il problema è che spesso ci si concentra solo sui costi degli interventi.

Il costo totale di un intervento di riqualificazione energetica deve essere proporzionato al vantaggio reale ottenuto dal risparmio energetico.

Ad esempio, un sistema in pompa di calore alimentato da un impianto fotovoltaico ha il suo costo, ovviamente maggiore di quello per l’installazione di una semplice caldaia.

Il risultato, però, può essere quello di ridurre fino a 10 volte le spese annuali per il riscaldamento.

Quindi, spendere di più per avere gli stessi risultati non ha assolutamente senso.

Ma risparmiare sui lavori per avere risultati nulli o addirittura peggiorativi, è ancora più grave.

Questo perché ti ritroverai a spendere una marea di soldi ogni anno, dovrai magari rimettere mano all’impianto termico dopo pochi anni, ma soprattutto, avrai una casa tecnologicamente “vecchia” ed “energivora” che in caso di vendita non ti comprerà mai nessuno.

E c’è anche un’altra cosa da dire.

Se vuoi eliminare il gas, ma il tuo gioco è affidare i lavori di ristrutturazione a personaggi poco esperti ma molto economici, dovendo inoltre impazzire per farli andare d’accordo, sappi che stai giocando contro te stesso.

E anche se pensi di risparmiare, è molto facile che tu vada a spendere comunque di più rispetto ad affidarti ad un’unica realtà specializzata esattamente in questo tipo di ristrutturazioni.

Prima di fondare Casa Senza Gas, affrontare le problematiche di dialogo tra diversi professionisti era il nostro pane quotidiano.

Più che altro era l’oggetto di discussione maggiormente diffuso durante gli incontri tecnici o i corsi di aggiornamento, soprattutto quelli relativi alla progettazione sei sistemi termici.

Una piaga che condizionava la maggior parte delle ristrutturazioni o delle riqualificazioni energetiche.
Casa Senza Gas, infatti, nasce proprio da questa esigenza di unificare “il codice di lavoro” dei diversi professionisti effettuando i diversi interventi seguendo un’unica progettazione.

E tu? Vuoi una Torre di Babele o una riqualificazione efficiente?

A presto, Stefano.

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