Oggi parliamo di climatizzazione. Più che altro voglio farti una panoramica di quelle che sono le diverse tipologie di sistemi in maniera da capire come scegliere il climatizzatore giusto per la tua casa.
Un sistema di climatizzazione è di norma composto da due unità, un’interna e un’esterna. L’unità esterna è quella classica che vediamo fuori dalle abitazioni, quindi quella con la ventola. L’unità interna invece è quella che ci permette di climatizzare gli ambienti.
Ore vediamo quindi come scegliere il climatizzatore giusto in base alle diverse necessità.
Come scegliere il climatizzatore: tipologie di unità esterne.
L’unità esterna si differenzia principalmente in base alle sue dimensioni e le dimensioni possono dipendere da due fattori.
Il primo è la potenza dell’impianto. Più è potente l’impianto, più l’unità esterna sarà grande. Sul residenziale possiamo trovare unità esterne mono-ventola oppure con doppia ventola per le taglie più grandi.
Il secondo è la linea commerciale del sistema. Se io installo un sistema di climatizzazione professionale, ad esempio, quasi sicuramente avrà l’unità esterna più grande, ovvero maggiorata rispetto ad un sistema di climatizzazione economico di pari potenza. Questo serve per avere più superficie di scambio termico e rendere più efficiente il climatizzatore.
Prima di capire come scegliere il climatizzatore più adatto a te, devi avere ben chiara una cosa: l’unità esterna è il motore di tutto ed è ciò che determina l’efficienza e il livello tecnologico di tutto il sistema.
Come scegliere il climatizzatore: tipologie di unità interne.
Le unità interne, invece, si possono differenziare in tre tipologie. Parlo principalmente di quelle residenziali (quelle per il commerciale e l’industriale non sono oggetto di questo articolo).
Lo split a parete
La prima è la classica unità che conosciamo tutti, il classico split a parete.
Questo sistema è ideale per raffrescare gli ambienti. Sono la soluzione più diffusa per il condizionamento residenziale.
Anche se sembrano tutte simili (scatole bianche rettangolari), nascondono tecnologie e accortezze d’installazione che fanno la differenza a livello di comfort.
Lo split a parete è composto da:
- Una batteria di scambio (Evaporatore): Un radiatore fatto di tubi di rame e alette di alluminio dove circola il gas refrigerante. È qui che avviene il processo di raffrescamento.
- Ventola Tangenziale: Una ventola cilindrica lunga e stretta che aspira l’aria dall’alto e la spinge fuori verso il basso.
- Filtri: La prima barriera contro polvere e allergeni.
- Vaschetta raccogli condensa: Raccoglie l’acqua prodotta dal calo di temperatura dell’aria e la convoglia verso uno scarico (spesso verso l’unità esterna).
L’unità a pavimento
La seconda tipologia è l’unità interna a pavimento, che è un sistema che può mandare aria calda o fredda sia verso l’alto sia frontalmente.
Proprio per la sua capacità di diffondere l’aria frontalmente all’altezza del pavimento, è molto indicato da utilizzare per riscaldare gli ambienti.
L’aria calda, in questo caso, viene immessa nella stanza praticamente raso terra, per poi salire dolcemente, creando un comfort omogeneo.
I componenti interni sono praticamente gli stessi dello split a parete, quello che cambia è prettamente la forma.
Esiste anche la versione da incasso, cioè da nascondere all’interno di un muro, con solamente 2 griglie a vista, una per prelevare l’aria da climatizzare e l’altra per immetterla climatizzata (calda o fredda in base alla stagione).
Il sistema canalizzato
La terza tipologia di unità interna è quella canalizzabile.
Che cosa vuol dire canalizzabile? È un’unità interna che di solito viene nascosta all’interno di un controsoffitto e da cui partono le tubazioni che vanno a immettere l’aria nelle varie stanze.
All’interno dei locali vedrai solamente una griglia di mandata dell’aria.
Quindi è un sistema che di solito viene utilizzato per climatizzare più stanze insieme.
Anche questa unità viene utilizzata per riscaldare gli ambienti, ma serve un’attenzione maniacale sull’installazione. In questi casi è necessario forzare l’aria calda ad andare verso il basso ed è possibile installando le griglie di ripresa in basso anziché a soffitto.
Viste le 3 tipologie di unità interne hai già delle nozioni in più su come scegliere il climatizzatore per la tua casa. Ma c’è dell’altro.
Come scegliere il climatizzatore: l’unità interna corretta per casa tua
La scelta di un sistema piuttosto che un altro, quindi, dipende da qual è la tua esigenza, nel senso che se devi solo ed esclusivamente raffrescare dei locali, il classico split a parete è l’ideale, va più che bene. Puoi in realtà anche utilizzarlo in riscaldamento un minimo per stemperare nelle mezze stagioni, ma non è da usare come riscaldamento principale.
Se la tua esigenza, invece, è quella di usarlo come unico sistema di riscaldamento, devi andare a installare o delle unità interne a pavimento o un sistema canalizzato.
Perché questo? Come molti sanno, l’aria calda tende ad andare verso l’alto.
Gli split classici a parete vanno a scaldare chiaramente l’aria della parte alta della stanza. La parte invece più sensibile, cioè quella che dovresti principalmente scaldare, è quella bassa, nella zona dei piedi. Con lo split io questo non riesco a farlo in maniera ottimale.
Al contrario, con l’unità interna a pavimento, soprattutto se scegli quei modelli che sono in grado di mandare l’aria frontalmente ad altezza pavimento, riesci a scaldare prima la parte bassa della stanza e poi l’aria si omogenizza da sola. Avrai quindi un comfort sicuramente molto più omogeneo con un sistema di questo tipo rispetto allo split a parete.
L’altro sistema ideale per fare riscaldamento primario è quello con l’unità canalizzata.
Come scegliere il climatizzatore: l’unità esterna più adatta alle tue esigenze
In tutti i casi in cui utilizzi un sistema di climatizzazione per fare riscaldamento, devi scegliere con cura la macchina giusta.
Tecnicamente la differenza tra un clima professionale e uno di primo prezzo la fa l’unità esterna. Intanto devi prendere coscienza del fatto che i sistemi di climatizzazione classici nascono per fare freddo e non per fare caldo.
Per riscaldare casa in inverno devi utilizzare dei sistemi professionali che nascono proprio per fare sia riscaldamento che climatizzazione e possono essere installati anche in situazioni termiche molto critiche.
Per situazioni termiche molto critiche intendo quelle condizioni in cui la temperatura esterna può scendere anche fino a -15/-20. Ad esempio qui al nord Italia c’è stato un inverno molto rigido nel 2013. Alcune città della provincia di Torino sono scese fino a meno 20. Il fatto è che qualsiasi sia il sistema di riscaldamento che hai, deve garantirti il suo funzionamento anche in situazioni di questo tipo.
La temperatura esterna della tua zona, quindi, è un elemento molto importante per capire come scegliere il climatizzatore corretto senza trovarti in difficoltà nell’inverno più rigido.
A chi affidarsi per la scelta del clima e per l’installazione?
Non tutti i sistemi di climatizzazione, anzi una piccola parte dei sistemi di climatizzazione oggi in commercio sono in grado di garantire questo tipo di comfort a temperature molto basse. Quindi devi andare su sistemi professionali adatti a fare riscaldamento ma soprattutto devi affidarti a personale che tratta questo tipo di sistemi da anni e li installa per riscaldare.
Anche il dimensionamento della macchina dev’essere effettuato in maniera chirurgica in base alle caratteristiche dell’immobile. Se chi installa questo tipo di sistemi non è in grado di dimensionarli, devi affidarti a uno studio che viene a fare un’analisi energetica della casa.
In sintesi, un sistema di riscaldamento ad aria può essere una scelta strategica molto valida, sia a livello di costi che di comfort, ma devi fare molta attenzione sia alla macchina che utilizzi e sia all’azienda installatrice a cui ti rivolgi.
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A presto, Stefano.
