L’incentivo del 110% ha portato alla ristrutturazione di moltissime case italiane. Uno dei principali interventi è stato il cappotto termico. Ma la fretta delle persone di spendere poco e di ottenere il bonus, associato all’idea di impresari e artigiani di effettuare tantissimi interventi e realizzare più guadagni, ha portato a lavori spesso fatti male, di corsa e con materiali di scarsa qualità.
Purtroppo la mancanza di professionalità e aggiornamenti su nuove tecnologie e materiali ha creato non pochi problemi sulla realizzazione degli interventi effettuati. Oggi emergono moltissime abitazioni con problemi di umidità interna e muffa, soprattutto dove si sono usati materiali sintetici come EPS e altri materiali sintetici che non consentono al muro di “respirare”.
È quindi molto importante per te capire le cause della muffa sui muri e come toglierla.
Perché si forma la muffa sui muri?
Quando si installa un cappotto esterno, l’obiettivo è ridurre le dispersioni termiche. Ma se l’intervento non è progettato correttamente e soprattutto se si usano materiali non traspiranti, si creano le condizioni perfette per l’accumulo di vapore e la formazione di muffa sui muri.
Cosa fa la traspirabilità dei materiali
I materiali sintetici come EPS o polistirene sono ottimi isolanti termici, ma bloccano completamente la traspirazione del muro. Questo significa che il vapore acqueo interno non riesce più a uscire attraverso la parete: resta intrappolato all’interno dell’involucro edilizio e finisce per condensarsi sui punti più freddi. In queste zone si crea muffa, condensa e umidità persistente.
Al contrario, materiali naturali e traspiranti come lana di roccia, lana di vetro o cellulosa permettono un certo passaggio di vapore: questo evita l’accumulo di umidità e riduce drasticamente il rischio di muffa sul muro.
Perché il problema è esploso dopo il Superbonus 110
Il problema non è il cappotto in sé: è come è stato fatto. Il Superbonus ha portato un’ondata di ditte non sempre competenti a installare cappotti termici in modo frettoloso e approssimativo. Mancano spesso studi igrometrici, corrette stratigrafie di materiali, calcoli del bilancio vapore/temperatura e un’analisi reale dello stato igrometrico dell’edificio.
Il risultato? Decine di migliaia di case con pareti umide, muffa sui muri e salubrità compromessa.
Cosa succede in casa dopo la posa del cappotto termico?
Quando la casa è ben isolata termicamente:
- La temperatura delle superfici interne sale.
- L’aria interna può trattenere più umidità.
- Se non c’è un ricambio d’aria adeguato, il vapore si accumula.
- Dove c’è punto di rugiada (angoli, controsoffitti, vicino agli infissi), si forma condensa.
- La condensa diventa ambiente ideale per la muffa da condensa.
Questo fenomeno è ormai diffuso e documentato in numerosi casi reali dopo cappotti fatti senza ventilazione adeguata.
La soluzione obbligatoria: Ventilazione Meccanica Controllata (VMC)
La VMC è un sistema di ventilazione meccanica controllata che permette un ricambio d’aria costante recuperando il calore ed è l’unica soluzione tecnica efficace per gestire la qualità dell’aria dopo un cappotto ben isolante. Senza un sistema che ricambia l’aria continuamente, l’umidità interna resta alta e la muffa continua a proliferare.
Perché la VMC è la soluzione
- Garantisce ricambio d’aria continuo senza aprire le finestre.
- Riduce l’umidità interna e impedisce alla condensa di formarsi.
- Recuperano il calore senza disperderlo come invece succede aprendo le finestre.
- I sistemi moderni, soprattutto puntuali, sono facili da installare anche in edifici già esistenti.
- Alcuni modelli rilevano il tasso di umidità e si attivano quando questo supera un certo limite
VMC puntuale vs centralizzata
La VMC puntuale, detta anche decentralizzata, è oggi la soluzione più realistica e tecnicamente sensata nella maggior parte degli edifici esistenti, perché si installa con un foro passante a parete ed è una macchina compatta, senza canalizzazioni, senza controsoffitti e senza demolizioni.
Questo punto è fondamentale: dopo il cappotto termico, specialmente se realizzato con materiali sintetici come EPS e polistirolo, l’edificio diventa molto più ermetico e quindi smette di “sfogare” naturalmente il vapore acqueo prodotto dalla vita quotidiana.
Di conseguenza, l’umidità si accumula, la CO₂ sale e la condensa si manifesta nei punti più critici, tipicamente camere da letto, soggiorno e zone fredde come angoli e spallette.
La VMC centralizzata, invece, è un sistema completo con unità centrale e rete di canali che gestisce immissione ed estrazione in modo bilanciato su tutta l’abitazione, ed è teoricamente la soluzione migliore quando si vuole un impianto “da manuale”, uniforme, regolabile stanza per stanza e con portate costanti.
Il problema è che questo tipo di impianto richiede spazio tecnico, passaggi per i canali e accessibilità per la manutenzione.
In una casa già finita e arredata, installare una VMC centralizzata significa quasi sempre demolire e rifare controsoffitti, corridoi e distribuzioni interne, con costi e disagi che la rendono impraticabile.
In buona sostanza la VMC puntuale con recupero di calore installata nelle stanze principali è la soluzione più efficace e attuabile. Aprire le finestre “ogni tanto” non è più sufficiente: dopo un cappotto l’aria va gestita in modo continuo, controllato e permanente (e senza disperdere il calore), altrimenti continuerai ad avere muri con muffa e macchie nere e aria poco salubre in casa, indipendentemente da pitture antimuffa e tentativi temporanei.
Risolvere il problema con la VMC
Il fatto è chiaro: gli interventi fatti col 110 hanno fatto venire a galla un problema reale: decine di migliaia di edifici ora hanno umidità di condensa e muffa perché l’isolamento è stato fatto senza considerare la traspirabilità dei materiali e il ricambio d’aria.
Questa situazione non è solo un problema estetico o strutturale: l’umidità e le spore di muffa rappresentano un rischio concreto per la salute, favorendo allergie, problemi respiratori e asma, soprattutto nei bambini e negli anziani.
La soluzione non è nascondere la muffa con pitture o deumidificatori: è assicurare un ricambio d’aria continuo e controllato con un sistema di ventilazione meccanica controllata (VMC), possibilmente puntuale nelle stanze principali, per eliminare l’umidità alla fonte e recuperare il massimo del calore, garantendo così anche un ambiente interno sano e vivibile nel lungo periodo.
Vuoi capire quanto ricambio d’aria ha bisogno la tua casa e in quali stanze ti conviene installare delle VMC?
Contattaci per capire insieme come possiamo aiutarti o per una consulenza. A presto, Stefano.
