Hai un impianto fotovoltaico ma immetti quasi tutta la corrente in rete?
Sfrutta la tua energia con un sistema di accumulo e smetti di alimentare la rete nazionale
Comincio col dirti che non hai sbagliato a installare il tuo impianto fotovoltaico, anzi, hai già avuto la lungimiranza di avvicinarti alla tua indipendenza energetica, cosa che ancora molti neanche comprendono.
Il problema è che così com’è oggi, lo stai sfruttando pochissimo. I numeri parlano chiaro: circa il 70% di quello che produci lo stai buttando in rete. E sai qual è il punto? Che quell’energia lì te la pagano quasi niente.
In pratica, senza batterie di accumulo, sei costretto a concentrare i consumi nelle ore centrali della giornata per sfruttare il tuo impianto fotovoltaico.
Ma diciamocelo: è impossibile. La gente lavora, esce, vive. Non puoi programmare tutta la vita tra le 11 e le 15 solo per accendere gli elettrodomestici. E infatti cosa succede? Che di sera e di notte consumi energia comprata e la paghi cara, mentre di giorno regali la tua.
Vuoi conoscere il costo di un sistema di accumulo per il tuo impianto fotovoltaico esistente?
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2025: la fine dello scambio sul posto
C’è un punto fondamentale che molti fanno finta di non vedere: lo scambio sul posto è finito. Dal 2025 non esiste più quel meccanismo che ti riconosceva circa 16 cent/kWh e che, bene o male, rendeva accettabile immettere energia in rete.
Oggi gli impianti fotovoltaici accedono al meccanismo del “ritiro dedicato” e vengono gradualmente convertiti tutti gli impianti già esistenti. La tariffa minima garantita è intorno ai 4,7 cent/kWh con possibili variazioni in base alla zona, ma parliamo comunque di spiccioli.
Il paradosso è evidente: tu vendi energia a meno di 5 centesimi e la ricompri la sera a 35–40 centesimi. È un sistema che penalizza chi non ha l’accumulo.
Prima il fotovoltaico senza batteria poteva ancora avere un senso, oggi no. Le regole sono cambiate, e se non ti adegui, il tuo impianto lavora più per la rete che per casa tua.
2026: ultimo anno per sfruttare la detrazione fiscale del 50%
Quest’anno sembrerebbe davvero l’ultimo per sfruttare la detrazione del 50% per l’acquisto di un sistema di accumulo. Dal 2027 la detrazione scenderà al 36% per le prime case e al 30% per le altre.
Rimandare significa perdere un incentivo importante! Oggi puoi dimezzare di fatto il costo della batteria e trasformare un impianto che rende poco, in uno che lavora davvero per te.
Quanto costa un sistema di accumulo da abbinare ad un impianto fotovoltaico esistente?
Lo so, la risposta più fastidiosa a questa domanda è “dipende”!
Voglio quindi darti delle indicazione e spiegarti quali elementi incidono sul costo di una batteria di accumulo.
Prendiamo ad esempio una batteria di accumulo da 10 kWh, ideale per un impianto fotovoltaico dai 4 ai 6 kWp: il costo può variare indicaticamente dai 3.900€ agli 11.500€
Perchè un divario così ampio? I fattori che determinano il costo di un sistema di accumulo sono diversi e te ne mostro alcuni:
1) Tipologia di accumulo
Si parte dalle batterie “rack”, ovvero le batterie nude, quelle da impilare negli appositi armadi, per arrivare a sistemi completi, eleganti e avanzati a livello di elettronica.
2) Chimica
Oggi le 2 macro categorie di batterie per impianti fotovoltaici sono ioni di Litio e ioni di Sodio. Molto simili a livello di elettronica, ma con caratteristiche diverse in termini di stabilità, sicurezza, resistenza alle basse temperature e range di funzionamento (tensioni e temperature).
3) Tipo di inverter attuale
In base alla tipologia del tuo inverter attuale hai sostanzialmente 3 possibilità:
- Hai un inverter ibrido: puoi collegargli direttamente una batteria, facendo attenzione alla compatibilità.
- Hai un inverter tradizionale installato da poco: puoi installare una batteria “in retrofit”, ovvero una batteria con il suo inverter di carica e collegarla all’inverter attuale.
- Hai un inverter tradizionale da qualche anno: puoi sostituire il tuo inverter con un inverter ibrido e relativa batteria.
In base a queste 3 situazioni possono esserci delle differenze sul costo totale dell’itervento.
4) Difficoltà dell’intervento
Quando si installa un sistema di accumulo, ci sono dei componenti che vanno posizionati vicino al contatore di casa. Se il tuo impianto fotovoltaico è lontano e non ci sono passaggi disponibili dal contatore all’inverter tutto resta fattibile, ma diventa più complesso.
A volte possono esserci diverse difficoltà in base a come è configurato l’impianto elettrico, in altri casi potresti voler spostare l’inverter attuale, ad esempio, dalla mansarda alla cantina, ricablando o rifacendo tutto l’impianto. Queste sono situazioni che vanno a incidere sui costi dell’intervento finale.
Con questo voglio dirti che anche un “semplice” lavoro di installazione della sola batteria può avere le sue criticità ed è per questo che devi rivolgerti ad un tecnico esperto.
Questo ovviamente lo appuriamo da subito con il sopralluogo, quindi niente sorprese, ma è bene verificare tutte le dinamiche prima di darti un preventivo definitivo.
Senza accumulo stai al buio in caso di blackout!
Un altro aspetto importante riguarda la continuità della luce in caso di blackout: se manca la corrente, il fotovoltaico da solo non ti salva. Resti al buio come tutti.
Con un sistema di accumulo invece puoi usare la batteria come backup e tenere alimentata casa (o una linea preferenziale) finché la rete non torna. Questa si chiama autonomia.
Ad oggi, purtroppo, sei molto lontano dall’autonomia energetica. Hai fatto un impianto che produce, sì, ma che non controlli. In questo modo hai speso soldi per un fotovoltaico che non sfrutti quasi niente. L’investimento non rende.
E allora permettimi la domanda secca: ma che cosa lo hai fatto a fare?
Te lo ripeto, così è chiaro: non è che hai sbagliato a fare il fotovoltaico, ma per un motivo o per l’altro ti sei fermato a metà strada. Senza accumulo continui a usare solo una minima parte della corrente che produci, a comprare energia a circa 40 centesimi e a vendere la tua a meno di 5.
Con l’accumulo cambi completamente le regole: autoconsumi di più, compri meno, dipendi meno dalla rete e dai prezzi folli. Il fotovoltaico oggi, senza batteria, è come avere un serbatoio bucato. Funziona, sì… ma non serve a quello per cui l’hai pagato.
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Batterie al Litio o al Sodio?
Le batterie agli ioni di sodio sono oggi un’ottima alternativa alle tradizionali batterie al litio. Possono essere preferibili sia a livello di performance che in tema di sicurezza.
Questo perchè, le batterie agli ioni di sodio:
- Hanno una chimica più stabile in caso di stress termico, elettrico e fisico
- Sono più sicure avendo una probabilità di surriscaldamento e incendio quasi nulla
- Sono ecosostenibili perchè non contengono materiali critici come litio, nichel e cobalto
- Mantengono un’ottima efficienza anche a temperature estreme (a differenza del litio)
Non sempre, però, sono la scelta migliore a priori.
È quindi molto importante che chi ti propone un sistema di accumulo sappia valutare tecnicamente il tipo di batteria migliore per il tu impianto fotovoltaico, considerando aspetti che spesso vengono sottovalutati.
Perchè scegliere CasaSenzaGas per le tue batterie di accumulo?
Scegliere CasaSenzaGas significa affidarsi a un partner serio e indipendente, capace di progettare il tuo sistema di accumulo su misura, come un abito sartoriale, dimensionato sulle reali esigenze della tua famiglia e della tua casa e in più:
- Siamo certificati Heiwit per l’installazione di batterie al sodio (tra i primi in Italia)
- Costantemente aggiornati sulle tecnologie più performanti.
- Non siamo legati a nessun marchio: scegliamo sempre le soluzioni migliori per il tuo progetto.
Ti affianchiamo prima, durante e dopo l’installazione, garantendoti un’assistenza completa.
Dicono di noi…
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Sono Stefano Previtero, fondatore di CasaSenzaGas e consulente privato nel settore degli investimenti energetici.
Titolare dei blog:
– www.riqualificazione-energetica.net
– www.ecorendita.it
– www.casasenzagas.it
Ed autore di:
– “Guida alla Riqualificazione Energetica”, un eBook in cui percorro passo passo tutti gli step di una corretta riqualificazione di un immobile.
– “Investire in Energie Rinnovabili”, breve manuale in cui guido i miei clienti a valutare un investimento nel settore delle rinnovabili con il Metodo della Valutazione Inversa.
– “Vivere una Casa Senza Gas”, report in cui evidenzio luci ed ombre degli immobili senza gas.
Mi occupo dal 2012 di riqualificazione energetica e soluzioni di efficienza per il mercato residenziale e per PMI. Da anni ho la passione per il risparmio energetico e per la tutela dell’ambiente, cosa che mi spinge ad una continua formazione tecnica in tema di progettazione, dimensionamento e gestione degli impianti termici complessi. Ciò che adoro della mia professione è la possibilità di essere un punto di riferimento per chi, come me, crede nell’eco-sostenibilità e nell’energia pulita. Il mio obbiettivo è ben preciso: arrivare, col tempo, a più persone possibili e sensibilizzarle all’autonomia energetica.










