Installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa tua è indubbiamente una scelta sempre corretta. Che tu lo abbia già fatto o che sia il tuo prossimo progetto, questo articolo potrà sicuramente esserti utile.
L’elettricità generata dal tuo impianto è immediatamente utilizzabile per alimentare tutti gli apparecchi elettrici della tua casa. Questo significa che “autoconsumerai” l’energia prodotta e acquisterai meno elettricità dalla rete.
Tutto molto bello perché le tue bollette saranno più basse! Ma non basta.
Non voglio fare “il guasta feste”, ma non è possibile fare lavatrici, avviare lavastoviglie e asciugatrice, preparare branzini al forno e passare l’aspirapolvere solo tra le 11 del mattino e le 4 del pomeriggio…
Poi il frigorifero è sempre acceso, le luci le accendi la sera, spesso di giorno sei a lavoro.. non è possibile utilizzare l’elettricità solo quando c’è il sole, quindi, devi trovare il modo di ottimizzare.
Per migliorarne l’efficienza e sfruttare appieno il tuo impianto fotovoltaico devi consumare l’energia prodotta. Ottimizzare i tuoi consumi significa “gestire” ciò che produci e ciò che consuma elettricità.
In buona sostanza devi ottimizzare il più possibile l’autoconsumo.
Perché puntare sull’autoconsumo.
Facciamo un passo indietro.
Tutti sappiamo che l’energia prodotta dai tuoi pannelli e non consumata viene immessa in rete e pagata letteralmente con un bonifico sul tuo conto corrente da parte del GSE. È anche vero che per quell’energia ti pagano solo la materia prima, che è circa 1/3 di quello che paghi tu in bolletta quando la compri.
Quindi, tutto questo va bene, ma solo dopo che hai utilizzato il più possibile quello che viene prodotto dal tuo impianto. Solo dopo il tuo “autoconsumo”.
Ogni kWh che produci e consumi è un kWh in meno che andrai a pagare sulla bolletta.
Va da sé che il modo migliore per sfruttare e far fruttare il tuo impianto è “puntare sull’autoconsumo”.
Come ottimizzare l’autoconsumo.
Orari
Ti ricordi quando l’elettricità si pagava meno la sera e nei weekend? Tutti a passare l’aspirapolvere il sabato e a fare le lavatrici la sera per avere bollette più basse… Ora, se hai il fotovoltaico, è cambiato tutto.
Abbiamo detto che il tuo impianto fotovoltaico produce di giorno, soprattutto nelle ore centrali della giornata, ecco perché dovresti consumare maggiormente di giorno.
Per fare questo, quando è possibile, puoi utilizzare i tuoi elettrodomestici nelle ore di luce.
Puoi dire a tuo figlio di far partire la lavastoviglie quando torna da scuola, dici alla signora delle pulizie se può stirare di giorno.
Poi ci sono sempre più elettrodomestici che puoi impostare con la partenza ritardata e trovare tutto fatto quando torni dal lavoro.
Utile, ma non devi diventare schiavo del tuo impianto, devi solo gestirlo per ottimizzare il tuo investimento.
In fondo basta organizzarti per sfruttare tutto al meglio ed il resto dell’energia prodotta la vendi.
Questo è il metodo di base per sfruttare il tuo impianto fotovoltaico, ma, se vuoi avere il massimo della resa dal tuo autoconsumo, ti conviene valutare un sistema di accumulo.
Sistema di accumulo.
Un altro modo per poter ottimizzare l’autoconsumo è l’utilizzo di un sistema di accumulo.
Come funziona? È semplice. La batteria immagazzina al suo interno l’energia prodotta nella giornata e non consumata, in modo da utilizzarla nelle ore in cui il fotovoltaico produce meno o non produce. In questo modo sì che ottimizzerai l’autoconsumo del tuo fotovoltaico!
Facciamo un’ipotesi.
Immaginiamo che il tuo impianto produca 10kWh al giorno e il tuo consumo giornaliero di energia sia di 10kWh al giorno. Tu dirai “bene! Si compensano e né vendo, né compro energia dalla rete”.
Ma devo disilluderti, non funziona proprio così..
Come dicevo prima gli orari di produzione spesso non coincidono con gli orari di consumo, quindi ti ritrovi a comprare energia dalla rete in alcuni momenti e vendere l’energia in eccesso in altri.
Facciamo ora un esempio con dei valori.
Abbiamo detto che il tuo impianto produce 10kWh al giorno e la tua casa ne consuma altrettanti 10.
Ipotizza di consumarne 3 durante le ore diurne (quindi mentre il fotovoltaico produce i 10kwh totali) e 7 tra la sera e la notte (quando il fotovoltaico non produce).
Vediamo cosa succede con e senza accumulo.
Senza accumulo: dei 10kwh prodotti, 3 li autoconsumi direttamente, 7 li vendi alla rete (al costo della materia prima, ricordi? Lo dicevo all’inizio, circa 1/3 di quello che paghi in bolletta).
I 7kwh che ti servono la sera, invece, li acquisti dalla rete a prezzo pieno. In questo modo, tra il risparmio in bolletta (autoconsumo) e la vendita dell’energia in eccesso (bonifico del GSE) hai un vantaggio economico di circa il 50%.
Con un sistema di accumulo: dei 10kwh prodotti, 3 li autoconsumi direttamente, 7 vengono immagazzinati nella batteria. A fine giornata, quando il fotovoltaico non produce più, i tuoi 7kwh necessari per la sera e la notte verranno presi dalla batteria e non dalla rete. Questo significa 100% di autoconsumo e nessun acquisto dalla rete.
Quello appena descritto è chiaramente l’esempio di una giornata ideale. Ovviamente la produzione del fotovoltaico cambia in base al meteo e il consumo della tua casa cambia in base alle necessità familiari.
Ciò che mi preme farti capire è il meccanismo dell’autoconsumo e la reale necessità del sistema di accumulo.
Tutto questo lo dico per spiegarti che se hai un impianto fotovoltaico dovresti valutare di aggiungere le batterie per ottimizzare e, se ancora non hai un impianto, sarebbe corretto valutare un lavoro completo.
Tecnologie di accumulo sempre più avanzate
Nel tempo la tecnologia dei sistemi di accumulo si è evoluta notevolmente. Oggi un sistema di accumulo può durare dai 15 ai 20 se utilizzato in condizioni non estreme (non al gelo e non scaricandolo al 100%).
Per quanto riguarda i costi, fino a qualche anno fa i costi degli accumuli erano proibitivi (costavano più del fotovoltaico stesso). Oggi il sistema di accumulo ha costi decisamente più accessibili in funzione del grande vantaggio economico che ti genera.
Anche il materiale interno delle batterie si sta evolvendo. Le batterie più diffuse sono agli ioni di litio, ma sul mercato oggi trovi già anche sistemi agli ioni di sodio e al grafene, che garantiscono durate e performance maggiori.
Puoi approfondire questo argomento in questo articolo sulle batterie al sodio.
Spostare consumi dal gas all’elettrico per migliorare l’autoconsumo
Per sfruttare appieno il fotovoltaico dovresti considerare l’idea di eliminare il gas e spostare i tuo consumi sull’elettrico.
Il primo vantaggio di questa scelta sarebbe indubbiamente un fattore di sicurezza perché l’eliminazione del gas migliora la sicurezza domestica e la qualità dell’aria, specialmente in cucina.
L’utilizzo di un piano ad induzione per la cottura e una pompa di calore per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria ti permetterebbe di eliminare completamente la bolletta del gas e ottimizzare l’autoconsumo dell’energia prodotta generando un notevole risparmio sulla bolletta.
Monitoraggio
L’unico modo per essere consapevoli di cosa sta facendo il tuo impianto fotovoltaico è monitorarlo. Ormai inverter e batterie sono tutti collegabili ad internet, monitorabili e gestibili da remoto.
Non sto parlando del giochino che ti entusiasma i primi 2 o 3 giorni. L’app per il monitoraggio dell’impianto è lo strumento che ti permette di avere la reale consapevolezza del suo funzionamento per ottimizzare il rapporto tra consumi e produzione.
Monitorare i consumi, a livello pratico, ti serve per vedere la percentuale di batteria disponibile, ti permette di organizzare l’uso degli elettrodomestici e ti consente di accorgerti se l’inverter, la batteria o i pannelli presentano eventuali anomalie.
Conclusione
Non basta avere l’impianto top di gamma. Devi avere la possibilità di ottimizzare il più possibile il tuo autoconsumo per rendere davvero produttivo il tuo investimento.
Ovviamente sono attento alle nuove tecnologie, purché siano affidabili e testate. Ciò che mi preme maggiormente, però, è che i miei clienti sappiano che ci sono dei mezzi per sfruttare il più possibile l’energia anziché venderla.
Se vuoi maggiori informazioni su questo argomento e su come eliminare il gas dalla tua casa, richiedi subito la tua copia OMAGGIO della guida “Vivere una Casa Senza Gas”.
A presto, Stefano.
