Pompa di calore: cos’è la curva climatica

Hai appena speso una cifra importante per installare una pompa di calore di ultima generazione. È un gioiello tecnologico, bellissima da vedere, silenziosa e promette di farti dimenticare per sempre le bollette del gas. Ma c’è un segreto che nessuno ti dice: quel gioiello, se non viene configurato a dovere, può trasformarsi in un costosissimo elettrodomestico che consuma molto più del necessario.

Immagina di comprare una Ferrari e di usarla solo in prima marcia perché chi te l’ha consegnata non ti ha spiegato come cambiare rapporto. Ecco, con la pompa di calore succede esattamente la stessa cosa. Il cuore del problema sta in un concetto che molti tecnici ignorano o sottovalutano: la curva climatica.

Senza una curva climatica impostata correttamente, la tua pompa di calore lavorerà come se fosse una vecchia caldaia a gas, accendendosi e spegnendosi continuamente e mandando acqua caldissima nei tubi anche quando fuori non serve. Questo non solo accorcia la vita della macchina, ma prosciuga il tuo conto in banca inutilmente.

Cos’è la curva climatica

Ma cos’è esattamente questa famosa curva climatica e perché dovrebbe interessarti così tanto? In parole semplici, è l’istruzione che dai alla macchina per farle capire quanta potenza serve in base a quanto fa freddo fuori.

Se fuori ci sono 15 gradi, non ha senso che la pompa di calore produca acqua a 45 gradi; ne basterebbero forse 30 per stare bene. Se invece fuori si va sotto zero, allora la macchina dovrà spingere di più.

Impostare la curva climatica significa dire alla pompa di calore: “Guarda la temperatura esterna e decidi tu, momento per momento, qual è la temperatura dell’acqua più bassa possibile per garantirmi i 20/22 gradi in casa”.

Questo è il segreto dell’efficienza. Più la temperatura di mandata dell’acqua è bassa, meno fatica fa il compressore e meno corrente consumi. Lavorare a temperature di mandata basse è l’unico modo per far rendere davvero una pompa di calore, che tu abbia il riscaldamento a pavimento o i classici termosifoni.

Come impostare la curva climatica sui termosifoni

Parliamo proprio dei termosifoni, perché qui circolano i falsi miti più grandi. Molti ti diranno che con i radiatori la pompa di calore deve “spingere forte” e mandare acqua a 60 o 70 gradi. Niente di più sbagliato. Anche con i termosifoni è possibile, e anzi doveroso, lavorare in curva climatica cercando di tenere la mandata il più bassa possibile.

Certo, i termosifoni hanno bisogno di temperature più alte rispetto a un pavimento radiante, ma se li fai lavorare per più ore al giorno a una temperatura costante e moderata (magari a 40 o 45 gradi invece di 60), otterrai lo stesso comfort spendendo una frazione dell’energia.

Il pavimento radiante, dal canto suo, è il compagno ideale della pompa di calore, ma anche lì, lasciare le impostazioni di fabbrica è un suicidio economico. Molti impianti a pavimento vengono fatti lavorare a 35/40 gradi fissi tutto l’inverno, quando con una curva climatica ben tarata potrebbero lavorare a 27-28 gradi per gran parte della stagione, risparmiando tantissimo.

L’incompetenza che ti fa buttare soldi

Qui arriviamo al punto dolente: la pigrizia o l’incompetenza di chi ti installa la macchina (o del centro assistenza che fa la prima accensione).

La stragrande maggioranza dei tecnici, degli installatori o dei centri assistenza, una volta montata la pompa di calore e verificato che “scalda”, se ne sbatte altamente delle impostazioni di fino. Arrivano, fanno la prima accensione, premono due tasti lasciando i parametri di fabbrica e scappano via verso il prossimo cantiere.

Se provi a chiedere di regolare la curva climatica, spesso ti liquidano con un sorrisino, dicendoti che “sono finezze”, che “è solo una perdita di tempo” o che “tanto la macchina è intelligente e fa tutto da sola”. Non è vero! La macchina è intelligente, ma sei tu (o il tecnico per te) che devi dirle entro quali binari muoversi.

Lasciare le impostazioni di fabbrica significa, nella maggior parte dei casi, far lavorare la pompa di calore a punto fisso o con curve standard che non c’entrano nulla con l’isolamento della tua casa o con il clima della tua zona.

I costi nascosti di una cattiva configurazione della curva climatica

Sai quanto ti costa questa “perdita di tempo” del tecnico? Te lo dico io: fino al 30% in più sulla bolletta elettrica. Hai capito bene. A parità di pompa di calore installata e a parità di calore che hai in casa, una configurazione corretta della curva climatica può farti risparmiare quasi un terzo dei consumi.

È la differenza tra una bolletta invernale di 200 euro e una di 140 euro. Moltiplica questo risparmio per tutti gli anni di vita della macchina e capirai che stiamo parlando di migliaia di euro buttati dalla finestra solo perché qualcuno non ha voluto passare un’ora in più a studiare il manuale e a tarare i parametri.

È assurdo che tu spenda 15.000 o 20.000 euro per un impianto top di gamma e poi lo faccia gestire da chi ha ancora la mentalità del “tubo dell’acqua e fiamma del gas”, ignorando completamente l’elettronica sofisticata che ha tra le mani.

Come lavoriamo in CasaSenzaGas

In questo panorama di approssimazione, c’è chi ha deciso di fare le cose diversamente. Noi di CasaSenzaGas abbiamo una cura che definirei maniacale per la configurazione delle temperature e delle curve climatiche.

Non ci basta che la casa sia calda; vogliamo che sia calda consumando il minimo indispensabile. Per noi la consegna di un impianto non finisce quando si accende il display, ma quando abbiamo la certezza che la macchina stia dialogando perfettamente con l’ambiente esterno. Analizziamo l’inerzia termica della tua casa, il tipo di terminali che hai e la zona climatica in cui vivi per cucire addosso al tuo impianto un “vestito” perfetto.

Questa attenzione al dettaglio è ciò che trasforma una buona installazione in un’installazione d’eccellenza, ed è il motivo per cui i nostri clienti hanno bollette che fanno invidia ai vicini.

Riparare i danni degli altri

La nostra fama su questo punto è tale che veniamo chiamati sempre più spesso per fare “soccorso tecnico” su pompe di calore installate da altri. Ci contattano persone disperate che hanno tolto il gas, hanno montato macchine di marchi famosi, ma si ritrovano con bollette elettriche mostruose o con la pompa di calore che va continuamente in blocco o fa rumori strani.

Quando arriviamo sul posto, ci capita di trovare macchine impostate malissimo, che lavorano a temperature di mandata folli o che non usano affatto la sonda esterna. Riconfigurare questi impianti, impostare la curva climatica corretta e abbassare le temperature di lavoro è un’operazione che ci dà enormi soddisfazioni, perché vediamo il sollievo negli occhi dei clienti quando, dopo il nostro intervento, i consumi crollano drasticamente e il comfort in casa migliora pure.

Purtroppo, però, i problemi non sono sempre limitati alla semplice configurazione. Spesso è la logica idraulica con cui è stata installata la pompa di calore che è totalmente errata. Pressione dell’acqua eccessiva o scarsa, mancanza di valvole, termometri, filtri, disaeratori, sistemi di caricamento, accumulo inerziale insufficiente… Insomma, pompa di calore buttata lì e collegata come fosse una caldaia. In questi casi, purtroppo, abbiamo dovuto rifare mezzo impianto, con costi decisamente maggiori rispetto a quanto risparmiato alla prima installazione.

Il pericolo di maneggiate una tecnologia che non si conosce

È veramente un peccato vedere come il mercato stia trattando questa tecnologia. Il cliente oggi è informato, vuole fare la scelta giusta per l’ambiente e per il proprio futuro economico, investe cifre importanti in un gioiello della tecnologia, e poi si scontra con una realtà di installatori che trattano la pompa di calore come se fosse una vecchia caldaia a legna.

Ti vendono un oggetto che serve per risparmiare energia e non ti mettono in condizioni di sfruttarlo. Se la pompa di calore consuma troppo, nel 99% dei casi è colpa di chi l’ha scelta per caa tua o di chi l’ha configurata. Non farti liquidare con la scusa che la curva climatica è inutile o complicata; è il cuore del tuo risparmio ed è un tuo diritto avere un impianto tarato al millimetro.

In conclusione, se stai per ristrutturare o se hai già una pompa di calore che ti sembra consumare troppo, non sottovalutare l’importanza della mandata bassa e della curva climatica. È l’unico modo per onorare l’investimento che hai fatto.

A chi affidare il tuo impianto

Non accontentarti di un tecnico qualunque che vuole solo finire il lavoro in fretta per scappare via. Pretendi competenza, pretendi precisione e pretendi che la tua macchina sia messa nelle condizioni di dare il massimo con il minimo sforzo. Ricorda che in CasaSenzaGas abbiamo questa ossessione per l’efficienza al centro di ogni progetto.

Non lasciare che il tuo gioiello tecnologico venga castrato da un’impostazione sbagliata: la tua casa merita di più e il tuo portafoglio ringrazierà ogni singolo giorno per aver scelto di fare le cose per bene.

Hai già scaricato la tua copia OMAGGIO della guida “Vivere una CasaSenzaGas? Richiedila subito qui sotto!

A presto, Stefano.

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