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Come produrre acqua calda sanitaria senza gas

scaldacqua a pompa di caloreSe stai costruendo casa o effettuando una ristrutturazione e non vuoi più avere a che fare con il contatore del metano, dovrai studiare come produrre acqua calda sanitaria senza gas.

In questo articolo vediamo quali sono le possibili soluzioni, le loro differenze e a quali impianti possono essere abbinate.

1) Pompa di calore per riscaldamento raffrescamento e acqua calda sanitaria

Installare una pompa di calore per riscaldamento raffrescamento e acqua calda sanitaria è un metodo classico per produrre acqua calda e scaldare casa in maniera efficiente e senza gas.

Alla pompa di calore utilizzata per il riscaldamento viene aggiunto un serbatoio d’accumulo per la produzione dell’acqua calda ad uso sanitario.

Ovviamente il circuito di riscaldamento e quello per scaldare l’accumulo sono separati. D’estate, infatti, la pompa di calore scalderà solamente l’accumulo sanitario, consumando solamente l’energia necessaria, mentre il circuito di riscaldamento rimarrà chiuso.

2) Scaldacqua a pompa di calore

Lo scaldacqua a pompa di calore, detto anche pompa di calore per acqua calda sanitaria, è un sistema estremamente efficiente per produrre acqua calda.

È composto da un boiler alimentato da un circuito in pompa di calore anziché da una resistenza elettrica. I consumi sono circa 4 volte più bassi rispetto ad un boiler elettrico. Inoltre non ha bisogno di nessuna unità esterna, a differenza delle “sorelle maggiori”.

È un sistema che può essere integrato a molti impianti. Per fare degli esempi, poniamo il caso tu abbia una caldaia a pellet per il riscaldamento di casa.

D’estate sarebbe poco conveniente, oltre che davvero scomodo, mantenerla accesa solamente per produrre acqua calda sanitaria.

E qui ti regalo una chicca davvero interessante!

Durante l’estate puoi tenere la caldaia spenta utilizzando solo lo scaldacqua a pompa di calore.

Nelle mezze stagioni e in inverno, invece, puoi utilizzare l’accumulo dello scaldacqua anche a pompa di calore spenta, alimentandolo con la caldaia a pellet che è già accesa per il riscaldamento.

Questa configurazione ti ottimizza davvero tanto i costi annuali e ti permette di non utilizzare gas.

Un altro esempio è quello di utilizzare separatamente una pompa di calore per riscaldamento più uno scaldacqua a pompa di calore per acqua calda sanitaria.

La prima volta che ho sentito parlare di questa soluzione, ad un corso a Latina, non mi sembrava per nulla una soluzione geniale.

Non capivo che senso potesse avere installare 2 pompe di calore diverse quando ne bastava una per fare tutto.

Ed invece ha senso eccome! Ti spiego brevemente perché:

La pompa di calore non può produrre istantaneamente l’acqua calda nel momento in cui hai bisogno. Più che altro avresti bisogno di molta potenza in pochi secondi, cosa che farebbe perdere efficienza alla macchina. Devi, quindi, installare un serbatoio d’accumulo e produrre acqua calda sanitaria lentamente.

Il fatto è che installare un accumulo da collegare alla pompa di calore principale ha un costo abbastanza simile a quello di uno scaldacqua a pompa di calore.

Ma perché scegliere questa soluzione se i costi sono più o meno gli stessi?

Principalmente per 2 motivi:

  • Nelle case di nuova costruzione serve sempre meno potenza per scaldare. Se, però, la macchina deve produrre anche acqua calda sanitaria, molto probabilmente servirà una taglia maggiore e potrebbe costarti anche 1.000-2.000€ in più. Utilizzando una pompa di calore separata per l’acqua calda sanitaria ottimizzi le potenze e quindi i costi di impianto.
  • Avere 2 impianti separati può essere una soluzione valida a livello di gestione e di sicurezza. Se un impianto, per qualsiasi motivo, dovrebbe darti qualche problema (sì, è bene considerare anche gli imprevisti) limiteresti il problema SOLO all’ACS o SOLO al riscaldamento.

Quindi con 2 impianti separati ti ritrovi a spendere all’incirca gli stessi importi, ottimizzi costi e gestione.

3) Impianto solare termico

L’impianto solare termico è composto da pannelli solari posizionati sul tetto (o comunque in una zona soleggiata) e da un serbatoio di accumulo.

All’interno dei pannelli scorre dell’acqua tecnica che viene scaldata dal sole e che viene fatta passare nell’accumulo, scambiando calore con l’acqua calda sanitaria.

È volutamente una spiegazione sintetica. Serve solamente ad inquadrarne il funzionamento.

Esistono, in realtà, diverse configurazioni e tipologie di impianti solari termici. Ho scelto per semplicità la configurazione standard.

Ciò che devi sapere è che un impianto solare termico ha sempre bisogno di un integrazione per il funzionamento invernale.

Se utilizzato come unico impianto per l’acqua calda sanitaria deve avere una resistenza che aumenti la temperatura quando fuori fa molto freddo.

Il solo impianto solare, in inverno, non riesce a raggiungere le temperature necessarie agli scopi sanitari.

Inoltre, dovrebbe essere estremamente sovradimensionato.

Il problema, in questo caso, è che d’estate avresti talmente tanta energia termica da dover smaltire in qualche modo.

I pannelli andrebbero subito in sovratemperatura e l’unico modo per risolvere il problema, è utilizzare quest’acqua rovente per scaldare un eventuale piscina.

Un’altra configurazione potrebbe essere quella di inserire l’impianto solare termico in un sistema già esistente, in maniera da lavorare da solo d’estate e integrando calore in inverno.

Questa soluzione, infatti, si sposa bene con una caldaia a condensazione, ma te la sconsiglio fortemente in una casa senza gas.

Tieni presente che produrre ACS con una pompa di calore richiede pochissima energia, quindi anche d’inverno spenderesti pochissimo.

Se poi installi un impianto fotovoltaico, devi considerare che produrre energia elettrica con il sole (fotovoltaico) e sfruttarla per produrre ed accumulare acqua calda sanitaria (pompa di calore) è come produrre acqua calda con un solare termico, con la differenza che anche in inverno ti scaldi grazie al sole.

Quindi, se possiedi una pompa di calore per riscaldamento, raffrescamento ed acqua calda sanitaria o semplicemente uno scaldacqua a pompa di calore, non sarà necessario installare un solare termico.

A maggior ragione se hai anche un impianto fotovoltaico. In questo caso il solare termico diventa completamente inutile.

4) Impianto solare termodinamico

Su questo sistema voglio fare una premessa.

Per il mio punto di vista (e non solo) questo impianto è sempre stato pubblicizzato in maniera sbagliata, e anche un po’ fuorviante.

Viene venduto e sponsorizzato come un impianto solare che produce anche di notte e con la pioggia.

Innanzi tutto quel che metti sul tetto o sulla parete NON è un pannello solare. Secondo, produce acqua calda anche di notte, sì, ma consumando energia elettrica.

Di fatto, l’impianto solare termodinamico domestico è semplicemente una piccola pompa di calore, che invece di avere l’unità esterna classica con la ventola, ha questa piastra in cui scorre il gas refrigerante.

Quindi è a tutti gli effetti una pompa di calore per acqua calda sanitaria, ma con lo scambiatore esterno senza ventola.

Se sta sotto il sole, sicuramente ha una buona efficienza, ma nei mesi invernali, senza ventola, ha un’efficienza pessima ed è molto più frequente il rischio di congelamento del pannello, lasciandoti facilmente senza acqua calda proprio quando ne hai più bisogno!

5) scaldabagno elettrico

Lo scaldabagno elettrico classico, quindi il boiler elettrico a resistenza, è un impianto che non consiglierei praticamente mai.

È composto da un accumulo dove viene stoccata l’acqua e da una resistenza elettrica che la scalda.

Utilizzando resistenze i consumi sono elevatissimi.

L’unico caso in cui potrebbe essere conveniente installarlo è un ufficio o un negozio in cui l’acqua calda serve davvero solo per lavarti le mani nei mesi più freddi e nemmeno tutti i giorni.

Il problema è che non sempre ci si rende conto di quanto può pesare uno scaldabagno elettrico sul consumo totale.

In molti casi può pesare più del riscaldamento stesso, soprattutto in case con 3-4 persone e con pareti mediamente isolate.

Tutti sappiamo che l’energia elettrica costa parecchio e che, se la utilizzi per scaldare “qualcosa”, ne consumi molta.

Questo è valido per qualsiasi elettrodomestico che utilizza resistenze, quindi il ferro da stiro, il phon, il forno, la lavatrice, etc.

Ma allo stesso tempo non è facile quantificarla o rendersi conto di quanto possa incidere.

Considera che molti miei clienti hanno “paura” di installare una pompa di calore pensando di consumare troppo e li capisco benissimo.

Per farti capire di cosa stiamo parlando, però, devi sapere che uno scaldabagno elettrico consuma circa 4 volte più di una pompa di calore per acqua calda sanitaria.

Per dirtelo con i numeri, con 1 kWh di energia elettrica produce circa 0,9 kWh termici.

Una pompa di calore utilizzata per produrre acqua calda sanitaria, con 1 kWh elettrico arriva a produrre anche più di 4 kWh termici.

Queste sono le principali soluzione per produrre acqua calda sanitaria senza gas.

Se hai domande puoi trovarmi sul gruppo Facebook Casa Senza Gas

A presto, Stefano.

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17 commenti su “Come produrre acqua calda sanitaria senza gas”

  1. Salve,a casa mia ho installato un boiler elettrico da 30 litri istantaneo e devo dire che oltre ad avere acqua praticamente bollente immediatamente,non ho la bolletta del metano,non ho la revisione/prova dei fumi della caldaia da fare,non inquina,costa pochissimo all’acquisto perchè parliamo di 80 euro,è facile da installare,occupa pochissimo spazio e in più,pensando che consumasse tanto,invece non consuma niente! È vero che siamo solo in 2 in casa però nella media spendo 85 euro ogni due mesi di bolletta! Ovvio al boiler non ho collegato i caloriferi,non ce li ho proprio,per il riscaldamento ho la stufa a legna,sarebbe impensabile collegare i caloriferi al boiler elettrico! Così facendo le spese le ho ridotte al minimo,anche perchè la legna me la faccio io,altrimenti per chi non vuole la stufa a legna può mettere il pellet che però ormai a 5 euro al sacco non sò quanto convenga.
    Che tra l’altro le stufe ci sono quelle che fanno da caldai però sono costose e gli impianti sono complicati.

    • Ciao Roberto, grazie dell’intervento. Hai ottimizzato in maniera ottima tutti gli impianti. Il boiler elettrico ovviamente, essendo in 2, lo utilizzi poco, quindi nel tuo caso va più che bene, ma quando si è in più persone diventa oneroso ed è assolutamente preferibile quello in pompa di calore.

  2. Buon giorno,
    un esperto potrebbe gentilmente aiutarmi a chiarire quanto segue:
    1. con la macchina impostata sulla pompa di calore, generalmente quanto tempo devo attendere per avere di nuovo l’acqua a 45-50 gradi una volta che e’ terminata l’acqua calda giacente nel serbatoio, per esempio a seguito di un paio di docce ?
    Nelle specifiche di alcuni modelli leggo: Tempo di riscaldamento : 5 – 7 -ore. Che cosa significa?

    2. se viene attivata, oltre alla pompa di calore, anche la resistenza elettrica, le due cose possono lavorare in contemporanea? e il tempo richiesto per riscaldare l’acqua, una volta terminata quella presente nel serbatoio, si riduce o meno ?

    Attualmente ho uno scaldabagno pompa di calore Ariston Nuos Evo 110 A+ WH ERP. Se impostato sulla pompa di calore solamente spesso l’acqua calda non basta per due docce, mi suggerite di impostare la funzione boost (Pompa di calore + Resistenza) ? Noi siamo in quattro. Qualche suggerimento?
    Grazie mille.

    • Ciao Luigi, il tempo di riscaldamento dipende da diversi fattori. Quando leggi sulla scheda tecnica un tempo di riscaldamento in ore, vengono presi dei parametri standard, ad esempio con il tuo Nuos Evo da 110 litri ci vogliono 6 ore e mezza, ma considerando 20° in ambiente, umidità al 37%, ingresso acqua a 15° e che viene portata a 55°. Cambiando anche uno solo di questi paramenti cambia il tempo di riscaldamento.
      Il problema è che per 4 persone un bollitore da 110 è esageratamente sottodimensionato. Ti servirebbero 300-400 litri di accumulo, e se hai delle vasche da bagno anche 500 litri.
      Quindi finisci per svuotare in fretta il bollitore. Ci va poi tempo prima di poter fare una doccia decente e sei costretto ad utilizzare il Booster (resistenza + PDC). Il secondo problema è che la resistenza ti consuma 3 volte e mezza in più rispetto alla PDC, quindi per accorciare il tempo di riscaldamento (col Booster dovresti più o meno dimezzarlo) vai a consumare molto di più, inefficiando il fatto di avere un bollitore in PDC.

  3. Ciao Stefano, grazie mille del commento. Molto professionale.
    Per sopperire al problema mi e’ stato proposto di aggiungere “in parallelo” un addizionale scaldabagno (Ariston Velis Evo 100 Lt). Che ne pensi?
    Se ti fossi trovato nella mia situazione che tipo di impianto avresti installato, tenendo presente che non c’e’ la canna fumaria a disposizione?

    • Aggiungere un altro boiler elettrico in parallelo? Te lo sconsiglio vivamente! Sono altri 1,5kW di resistenza, sommata a 1,2 dell’altro + 0,85 in PDC sono 3,55kW potenzialmente impegnati, se hai il contatore da 3 e dovessi farli lavorare insieme non ti basta. Dovresti farli lavorare completamente separati (finito uno accedi dall’altro) ma con delle valvole a 3 vie e una modifica all’impianto, per poi andare a spendere molto di più come consumi.
      Ti avrebbero dovuto proporre un sistema sempre in PDC ma da 300 lt. Avresti speso un po’ di più ma per un sistema adatto al n. di persone e non ti troveresti in questa situazione.

  4. Ciao a tutti, mi ritrovo proprio con il problema del gas, in pratica dove abito io non passa il metano e produco acqua calda sanitaria con le normali bombole a gas che fanno azionare una caldaia beretta a camera aperta modello rain per riscaldare l’acqua. Quindi, tra produrre acs e gas per la cucina, vado a spendere la bellezza di 60 euro al mese di gas ed una media di 100 euro al mese per corrente elettrica che mi serve tra l’altro in inverno per riscaldamento climatizzatore e raffreddamento climatizzatore per l’estate.
    Vorrei trovare una soluzione ottimale e che possa spendere poco.
    Abito a sud in Calabria, siamo una famiglia di 4 persone, avevo pensato al solare termico mi pare da 200/300 litri al prezzo di 500/600 euro, da utilizzare anche per mandare acqua calda a lavatrice (media 2 lavatrici al gg che equivale a 100 lt acqua) e lavastoviglie quindi risparmiare corrente dato che le resistenze di questi elettrodomestici riscaldano l’acqua per i lavaggi e consumano energia elettrica. Cosa ne pensate?
    Potrebbe essere buona la pensata o c’è qualcosa di meglio?
    Saluti

    • Buongiorno giuseppe, potrebbe essere una soluzione. E’ solo da studiare un attimo l’impianto per portarlo agli elettrodomestici, ma è fattibile. Mi fa strano un po’ il costo, 500/600€ per un solare termico?

  5. Ciao Stefano,
    Ho bisogno di un consiglio.
    Abito da sola in una casa (in affitto ) che non ha il metano pertanto per scaldare l acs utilizzo una vecchia caldaia a gasolio ..
    Non pago molto di affitto ma scaldare l acqua mi costa parecchio ..circa 1000 euro all anno.
    Per evitare di utilizzare i termosifoni e risparmiare 5 anni fa ho installato una stufa a pellet e ho ridotto i consumi.. ma sono comunque alti per un unico stipendio.
    Mi chiedevo..e se installassi un boiler elettrico o a pompa di calore in bagno? ( ammesso che il proprietario lo conceda credo )
    O è meglio traslocare ?

    • Ciao Sandra, la soluzione ideale è proprio uno scaldacqua in pompa di calore. Non è invasivo, l’installazione è esattamente identica ad un boiler elettrico, ma con consumi circa 4 volte meno! E’ tutto all’interno dello scaldacqua quindi non c’è nessuna unità esterna. In che zona rimane l’immobile? Posso metterti in contatto con un installatore vicino a te.
      A presto, Stefano.

  6. Ciao Stefano.
    Devo eliminare il gas dalla mia abitazione. E’ una villetta su tre livelli, 150mq in tutto, con 10 termosifoni (adesso sto utilizzando il gpl con una caldaia da 18kw). Avevo pensato ad una caldaia a pellet per il riscaldamento invernale abbinata ad uno scaldacqua a pompa di calore. In casa siamo in tre. Credi sia la soluzione più vantaggiosa per me?

    • Ciao Vincenzo, direi proprio di sì, ma ci sono diverse configurazioni. Considera che tutte le aziende del circuito Casa Senza Gas, in caso di termosifoni, propongono esattamente questo abbinamento e quasi mai la pompa di calore.
      Ti invio tramite email lo schema base che di solito utiliziamo noi, per avere un’idea.

  7. Buongiorno,
    sono in procinto di ristrutturare integralmente una piccola casa di campagna (in pietra) in provincia di Verbania, quando sarà ultimata avrà una superficie calpestabile al massimo di 80-85mq divisi in: 2 piani e un sottotetto abitabile (h media 2,40m). Ho intenzione di fare un cappotto di almeno 15cm ed un isolante sul tetto di 25-30cm, infissi a doppia camera ecc. di fatto la casa dovrebbe avere delle buone prestazioni energetiche. Ho letto varie opzioni e ipotesi, ma non ho le idee chiare. Dal vostro punto di vista che impianto valuteresti per avere la casa collegata solo elettricamente che produca ACS (per 4 persone) e sia climatizzazione? Considerate che dovendo fare ancora i lavori posso pensare, di fare un impianto di con pompa di calore, accumulo di 500L, la climatizzazione magari canalizzata, (o in qlternativa riscaldamento/raffrescamento a pavimento con deumidificatore), installare un sistema VMC. Sul tetto che ha una falda orientata a sud-ovest di circa 30mq installare dei pannelli fotovoltaici o solare termico.
    Attendo vostri pareri / proposte e se qualcuno ha idea di budget
    Marco

    • Buongiorno Marco, dovendo fare anche climatizzazione le soluzioni possono essere diverse e alcune sono proprio quelle menzionate da lei. In questo caso, proporrei di fare prima un sopralluogo, dopo di che mettervi in evidenza le diverse soluzioni con costi e risultati ottenibili, in maniera a avere le idee chiare prima di effettuare interventi.

      Le mando un’email con eventuali date disponibili per il sopralluogo.

      A presto, Stefano.

  8. Salve,
    ho una casa da ristrutturare su 3 piani di 260mq. Ho intenzione di mettere un termocamino a pellet da 30KW per scaldare l’acqua dei termosifoni ed un bollitore da 600 litri. Sul tetto pensavo di mettere sia il fotovoltaico sia il solare termico per scaldare l’acqua del boiler in estate quando il termocamino è spento. In aggiunta per la mezza stagione pensavo di mettere uno scaldaacqua a pompa di calore per alimentare il bollitore da 600 litri quando il sole è insufficiente ed il termocamino è spento. E’ una buona configurazione o è meglio abolire il solare termico a favore di tutto fotovoltaico? La falda del tetto a disposizione misura 19,5mq a sud, 8,5mq a est e 8,5mq a ovest. Il tetto è inclinato di 20° e la zona sono i Castelli Romani con un altitudine di 580 metri. Grazie

    • Buongiorno Bruno, se inserisce nel sistema un bollitore in pompa di calore, soprattutto in presenza del fotovoltaico, il solare termico diventa un impianto superfluo. Ci sono, però, alcuni elementi che non mi convincono nella configurazione da lei descritta. Se ha necessità possiamo sentirci Lunedì.

      Saluti, Stefano.

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